Cosa succederebbe se qualcuno fosse in grado di sparire, di viaggiare istantaneamente da un punto all’altro del mondo, come se da Parigi si potesse passare in un soffio ad Ancona, o da Urbino a Johannesburg? Cosa si direbbero persone capaci di accedere a memorie che non sono le loro, o di parlare del futuro come se non fosse che una piega del passato?
Esco un momentino è forse il tentativo dell’Autore di recuperare la tradizione della satura latina.
«Questo è uno di quei momenti in cui passo a prendere Orazio per andare a sbronzarci, dico a Minori, che improvvisamente è spuntato fuori. In momenti come questo, soltanto Orazio mi viene in soccorso. Orazio? Ma non parli mai di Orazio, obietta Minori. Sì, lo so, proprio per questo non ne parlo mai. Prendila come una forma di scaramanzia: tacere il più possibile di Orazio e su Orazio per evitare che Orazio si svegli, che qualcosa si infili nella realtà di oggi dalla realtà di allora, passi dall’una all’altra come la realtà suole passare una volta risvegliata. Dal 33 avanti Cristo al 2023, troppi tre per stare tranquilli. La realtà è dispettosa amico mio, bisogna stare in guardia».
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