Non sono i grandi eventi in questo libro a dominare la scena, ma una costellazione di minime esperienze, di piccole ma non trascurabili vergogne come scarti impercettibili che, uno dopo l’altro, finiscono per disegnare una traiettoria nuova di senso. Attraverso un centinaio di istantanee, vere e proprie polaroid del tempo che fu, Laure Mi Hyun Croset offre un resoconto sincero e tagliente di cosa significa, per una giovane donna, essere al mondo, sentirsi ora perduta, ora capace di trovare in sé una forza e una ragione di vita.
Traduzione dal francese di Angelo Vannini
Qualche tempo dopo stavamo di nuovo, lui e io, esplorando i nostri corpi. Più esattamente, lui si abbandonava al piacere, mentre io cercavo di trovarne un po’. La porta di camera mia era chiusa. Sentii mia madre chiamarmi e salire in fretta i cinque gradini che separavano la cucina dalla mia stanza. Balzammo fuori dal mio letto di ragazza, un letto singolo di pino naturale. Mi infilai il vestito alla bell’e meglio e andai ad aprirle. Mi rivolse sulle prime una domanda anodina, quella che giustificava la sua comparsa, e poi una seconda assai più temibile: «Dov’è il tuo ragazzo?». Io mi sentii rispondere, come una sciocca – mi sarei uccisa per aver pronunciato questa frase che consegnava il mio amante, il mio segreto, la mia intimità: «Dietro la porta».
Informazioni aggiuntive
| pagine | |
|---|---|
| isbn |




