«Che senso ha il nostro fare scuola? Siamo ancora vivi, dopo quindici, vent’anni, di insegnamento, o siamo già morti e inutili? Ha ragione Marcello: per essere un buon docente occorre innanzitutto vivere, essere attaccati alla vita a trecentosessanta gradi, tenuti a mollo nel mondo, in ciò che può dar senso alle nostre esistenze. Allora sì che si può resistere in trincea».
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