Descrizione
Il 14 luglio 1944 il partigiano Libero Leonardi viene fucilato dai tedeschi nei pressi di Moie, nelle Marche, ai piedi del Monte Murano, dove si trova il campo-base del gruppo di cui è commissario politico. Nonostante giorni di torture, non tradisce i compagni di lotta.
Frutto di una meticolosa ricerca di archivio e arricchita da una serie di interviste, la storia del partigiano jesino segue l’evolversi degli eventi che vanno dall’avvento del fascismo ai convulsi giorni della liberazione. Calandosi nelle atmosfere dei luoghi, dalle fumose osterie e dai vicoli di paese in cui si aggirano furtivamente, alle montagne dove combattono a viso aperto, le vicende di Libero e di alcuni dei protagonisti della resistenza marchigiana si tingono dei colori e delle sfumature di un’epoca mai come ora ricca di spunti di riflessione.
«Torcoletti non si ferma però a quelle calde ma tragiche giornate dell’estate del 1944. Sa che sono passati tanti anni da esse. Riannoda il filo della memoria, soprattutto quella condivisa, fatta certo del conferimento della medaglia d’oro al valore militare (in tutto una ventina nelle Marche), ma anche di altri passaggi istituzionali, soprattutto a Jesi e nei paesi attorno. Va più a fondo, meditando sul senso di ciò che è accaduto, al di là della retorica celebrativa. Sembra quasi che si raccolga in un silenzio riflessivo e che cerchi il senso più profondo di tutta la sua narrazione epica e tragica. Lo soccorrono il filosofo Eraclito, per cui il carattere dell’uomo è il suo destino, e lo psicologo James per cui l’uso migliore della vita è di spenderla per qualcosa che duri più della vita stessa» (dalla prefazione di Massimo Papini).
Informazioni aggiuntive
| pagine | |
|---|---|
| isbn |













