Cara Rosina

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Diario della prigionia 10 settembre 1943 – 24 gennaio 1945



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Descrizione

«Cara Rosina» è il diario epistolare che l’ufficiale italiano Alberto Pepe scrisse durante la sua prigionia nei campi nazisti, dal settembre 1943 al gennaio 1945. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Pepe rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e scelse di non collaborare con i nazisti. Catturato, subì una lunga e durissima detenzione in diversi lager in Germania e Polonia, fino alla morte nel campo di Unterlüss il 4 aprile 1945, pochi giorni prima della liberazione.

Il diario, scritto in forma di lettere idealmente rivolte alle donne della sua vita, è una toccante testimonianza personale e storica. Riferisce la sofferenza quotidiana, la fame, il freddo, la brutalità dei carcerieri, ma anche la forza dell’amore familiare e il rifiuto di tradire i propri ideali.

Attraverso la voce di Alberto Pepe emerge il dramma collettivo dei circa 650.000 militari italiani internati, molti dei quali come lui scelsero la loro dignità piuttosto che piegarsi alle nuove pretese nazi-fasciste. Gli stenti, le vessazioni e gli abusi subiti in prigionia e l’atto estremo di coraggio che Pepe compì offrendo la propria vita al posto di quella di compagni destinati alla fucilazione lo collocano tra i protagonisti silenziosi di una “resistenza senz’armi”, riconosciuta solo tardivamente dalla storiografia ufficiale.

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