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	<title>affinità elettive</title>
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		<title>Da una parte della barricata</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 08:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Fosco Giannini]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1714"></span></p>
<p>Il volume raccoglie una selezione di articoli, saggi, interventi che Fosco Giannini ha pubblicato, dalla metà degli anni Ottanta a oggi, su diversi giornali comunisti e di sinistra. Un doppio filo rosso li unisce: il primo è quello della resistenza – politica e teorica – alle poderose spinte della cultura dominante, dei poteri capitalistici, delle stesse forze interne al campo comunista e di sinistra, dirette a demonizzare ed emarginare la teoria e la prassi del comunismo in Italia. Nel Paese, non casualmente, dove per lunghi decenni ha operato il più grande partito comunista al mondo non al potere: il Pci. Il secondo filo rosso è quello dell’impegno politico per rilanciare (dall’interno stesso della dissoluzione del Pci e nelle fasi successive alla <em>Bolognina</em> e al corso <em>bertinottiano</em>) un progetto di ricostruzione di un partito comunista all’altezza dei tempi e dello scontro di classe.</p>
<p>Nella loro temporale consequenzialità, gli scritti di Giannini hanno la forza di rievocare le difficili lotte che i comunisti in Italia hanno condotto, in profonda controtendenza, dagli anni ’80 in poi. Dapprima, contro i liquidatori del partito di Gramsci e Togliatti; poi per la costruzione di Rifondazione Comunista, quindi contro il neoliquidazionismo di Bertinotti e, ancora, per l’unità dei comunisti e la ricostruzione di un unico e più forte partito comunista in Italia. Obiettivo, questo, che rimane il nucleo centrale della presente raccolta di scritti e dello stesso impegno politico dell’Autore.</p>
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		<title>Sul diritto e sul lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 17:22:22 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Stasi]]></category>

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		<description><![CDATA[Diritto e lavoro, diritto del lavoro, lavoro e diritti sono binomi diversamente declinabili alla base della costruzione dello Stato sociale che, per quasi un secolo, ha rappresentato lo strumento di progresso e di avanzamento nella soddisfazione dei bisogni degli appartenenti alla classe lavoratrice.Chi vuole essere introdotto al diritto del lavoro non può prescindere da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Diritto e lavoro, diritto del lavoro, lavoro e diritti sono binomi diversamente declinabili alla base della costruzione dello Stato sociale che, per quasi un secolo, ha rappresentato lo strumento di progresso e di avanzamento nella soddisfazione dei bisogni degli appartenenti alla classe lavoratrice.<br />Chi vuole essere introdotto al diritto del lavoro non può prescindere da un percorso di lettura che spazia dalle fondamenta del diritto all’analisi della conformazione della società, fino al disegno delle istituzioni, collegando il dato normativo alle scelte di valore o politiche che lo hanno determinato.</p>
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		<title>Ancona nella Grande Guerra</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 17:05:46 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Bruschi]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra circa due anni l’Italia celebrerà il 100° anniversario del conflitto che portò al completamento dell’Unità nazionale. Durante questa guerra, Ancona fu protagonista di episodi significativi che meritano di essere degnamente ricordati. Il bombardamento del 24 maggio 1915, le gesta dei Mas, dei sommergibili e degli idrovolanti di base nel porto dorico, così come l’incursione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra circa due anni l’Italia celebrerà il 100° anniversario del conflitto che portò al completamento dell’Unità nazionale. Durante questa guerra, Ancona fu protagonista di episodi significativi che meritano di essere degnamente ricordati. Il bombardamento del 24 maggio 1915, le gesta dei Mas, dei sommergibili e degli idrovolanti di base nel porto dorico, così come l’incursione di un comando austriaco in città sono vicende importanti che il presente volume vuole portare a conoscenza degli anconetani. <br />Che cosa accadde ad Ancona per oltre tre lunghi anni? Quali furono i protagonisti e gli eroi di quel periodo? Come si viveva in città? A queste domande si è cercato di rispondere e si spera di esserci riusciti, almeno in parte.</p>
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		<title>Osimo napoleonica</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 09:03:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Biscarini]]></category>

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		<description><![CDATA[Collaborazionisti o patrioti? Uomini che si pongono al servizio dello straniero occupante il suolo patrio o precursori che, in anticipo di lustri, vogliono introdurre nella nostra realtà i principi illuministi? Ecco uno dei quesiti che la ricerca vuole esplorare. Insieme alla domanda circa il reale influsso degli anni napoleonici nella formazione della “identità” della città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Collaborazionisti o patrioti? Uomini che si pongono al servizio dello straniero occupante il suolo patrio o precursori che, in anticipo di lustri, vogliono introdurre nella nostra realtà i principi illuministi? Ecco uno dei quesiti che la ricerca vuole esplorare. Insieme alla domanda circa il reale influsso degli anni napoleonici nella formazione della “identità” della città di Osimo.<br />
In anni tormentati e turbolenti emerge la figura di Cesare Gallo, amministratore pubblico capace e troppo avanti rispetto ai tempi, nobile di animo e di comportamenti, sfortunato in politica e negli amori. Emerge Filippo Buttari, coraggioso e attento alle esigenze del popolo.<br />
Le cronache ci offrono le mille astuzie dei contadini per sfuggire alla coscrizione, il volto becero delle forze dell’ordine, l’incarcerazione dei padri al posto dei figli renitenti, lo scontro a fuoco e il successivo saccheggio di una casa di contadini nella zona di San Giovanni. L’aspro confronto per il controllo del Collegio Campana, la storia della Villa di Montegallo, il nomi dei santi protettori della città, santi protettori poi traslocati.</p>
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		<title>La cultura per ripartire</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 09:13:41 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Conti (a cura di)]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché un incontro con l’intellettualità marchigiana? Essenzialmente perché lo richiede il tempo che stiamo vivendo, con la crisi che rischia di restringere gli orizzonti, costringendoci a fissare lo sguardo irretito su questioni primarie ed essenziali. Ecco, allora, la duplice esigenza: tentare di superare l’ipnosi della crisi, ridando respiro al pensiero e forza all’immaginazione, e interrogarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1688"></span>Perché un incontro con l’intellettualità marchigiana? Essenzialmente perché lo richiede il tempo che stiamo vivendo, con la crisi che rischia di restringere gli orizzonti, costringendoci a fissare lo sguardo irretito su questioni primarie ed essenziali. Ecco, allora, la duplice esigenza: tentare di superare l’ipnosi della crisi, ridando respiro al pensiero e forza all’immaginazione, e interrogarci su come la cultura possa costituire davvero una delle chiavi di volta per superare questa fase e progettare uno sviluppo futuro. <br />“Dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”, diceva il poeta, e di fronte ai tanti che ci ricordano che “nulla resterà come prima”, il tentativo di questo volume è quello di misurarsi con la prospettiva del cambiamento e con le risposte che esso richiede.  <br />Le politiche culturali possono essere elemento di innovazione e crescita: è necessario aprire il nostro tessuto produttivo a nuove iniziative e contaminazioni, coinvolgendo professionalità, giovani, competenze e talenti, puntando sul rapporto strategico tra pubblico e privato, includendo nuovi soggetti ed esperienze, innestando cultura nel mondo dell’economia. <br />Una sfida ardua da affrontare, con l’auspicio che la cultura possa riaffermarsi tra le priorità dell’investimento pubblico, pur nella fase drammatica che stiamo vivendo, consapevoli che bisogna fare meglio, avendo poco. Con l’aiuto degli intellettuali si è cercato di compiere un passo ulteriore nella direzione della riorganizzazione dell’intervento regionale nella cultura e della ridefinizione condivisa delle politiche culturali in tempo di crisi, riscrivendo obiettivi, funzioni e possibilità, in una prospettiva di medio periodo che guardi alle Marche del 2020.</p>
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		<title>Storia di Peppe, un comunista</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 11:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Frezzotti]]></category>

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		<description><![CDATA[«Franco racconta e ripercorre nei particolari la “storia” di Giuseppe Paggi, della sua famiglia, dei suoi amici, dei suoi conoscenti, dei compagni di partito. È un “pezzo” di una storia più grande, di una generazione che, nata negli anni dell’affermazione del fascismo, doveva credere, obbedire e combattere, e in effetti credette e combatté in larga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1683"></span>«Franco racconta e ripercorre nei particolari la “storia” di Giuseppe Paggi, della sua famiglia, dei suoi amici, dei suoi conoscenti, dei compagni di partito. È un “pezzo” di una storia più grande, di una generazione che, nata negli anni dell’affermazione del fascismo, doveva credere, obbedire e combattere, e in effetti credette e combatté in larga parte per valori opposti a quelli predicati e praticati dal regime fascista. È la generazione cresciuta e indottrinata per quasi vent’anni tra balilla, avanguardisti e giovani littori, che dimostrò il fallimento del regime totalitario, e diede forza alla resistenza proprio combattendo contro una visione dogmatica e uniforme del vivere, ribellandosi e reclamando il diritto di poter decidere della propria vita e da che parte collocarsi.<br />La resistenza di Peppe si manifestò nel rifiuto del fascismo e della guerra. Non prese le armi. Non rivendicò qualifiche di combattente, come era diffuso nel primo dopoguerra, prima che i partigiani fossero discriminati e anche perseguitati».<br />(dalla Prefazione di Nino Lucantoni)</p>
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