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	<title>affinità elettive</title>
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		<title>La bandiera d’oro</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 15:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Giancarli]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo libro racconta la storia sconosciuta e segreta dei rapporti fra la Repubblica anconetana e la sua bandiera. Si tratta di una lunga e sorprendente narrazione, la quale trova i suoi fondamenti a partire dal xii secolo, quando per il possesso della città si fronteggiano Federico Barbarossa e Bisanzio. Successivamente, e come seguendo il filo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1583"></span>Questo libro racconta la storia sconosciuta e segreta dei rapporti fra la Repubblica anconetana e la sua bandiera. Si tratta di una lunga e sorprendente narrazione, la quale trova i suoi fondamenti a partire dal xii secolo, quando per il possesso della città si fronteggiano Federico Barbarossa e Bisanzio. Successivamente, e come seguendo il filo del suo più proprio destino, la narrazione coinvolge la figura di un terzo imperatore, Napoleone Bonaparte, che alla fine del xviii secolo farà risorgere la repubblica.<br />
Attraverso i suoi vessilli, dunque – simboli di una comunità, segnali condivisi e decifrabili per tutti, testimonianze del prestigio di una città e di uno stato – La bandiera d’oro non si limita a ricostruire la storia della Repubblica di Ancona nelle sue epoche più gloriose, ma ha fra le altre cose il merito di riportare alla luce l’eredità dimenticata di Manuele Comneno, l’ultimo grande imperatore di Bisanzio.</p>
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		<title>Il terremoto di Ancona</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 20:49:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Frezzotti]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1571"></span>1972, l’anno del terremoto, la lunga serie di scosse che da gennaio a settembre sconvolsero Ancona.<br />Questo libro è un’importante testimonianza degli effetti del sisma sulla vita degli anconetani e le vicende della politica comunale da Trifogli a Monina.</p>
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		<title>Sibilla Aleramo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 20:43:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Cavalieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel luglio del 1888 giunse in treno a Porto Civitanova, nelle Marche, l’ingegner Ambrogio Faccio, incaricato di dirigervi una fabbrica di bottiglie. Era accompagnato dalla moglie e da quattro figli. Di essi la primogenita Rina era destinata a diventare, con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, una delle più note scrittrici italiane del Novecento. Gli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1564"></span>Nel luglio del 1888 giunse in treno a Porto Civitanova, nelle Marche, l’ingegner Ambrogio Faccio, incaricato di dirigervi una fabbrica di bottiglie. Era accompagnato dalla moglie e da quattro figli. Di essi la primogenita Rina era destinata a diventare, con lo pseudonimo di Sibilla Aleramo, una delle più note scrittrici italiane del Novecento. Gli anni che trascorse nel paese adriatico andarono ad alimentare un’autobiografia trasfigurata in forma di romanzo cui l’autrice diede, alla sua uscita nel 1906, il titolo di Una donna.<br />Sibilla Aleramo visse a Porto Civitanova, con una interruzione, complessivamente per dodici anni. In questo arco temporale si consumarono alcuni degli eventi che maggiormente avrebbero influito sulla sua vita: il dissidio sempre più insanabile tra i genitori, la malattia mentale e il tentato suicidio della madre con il successivo internamento nel manicomio di Macerata, il matrimonio con il ragioniere della fabbrica, la maternità, un tentativo di suicidio causato dalla gelosia del marito, l’avvicinamento al movimento femminista, infine la tormentata decisione di lasciare la casa coniugale allontanandosi per sempre, nel febbraio del 1902, da Porto Civitanova. <br />L’autore, servendosi di testimonianze documentarie e giornalistiche in gran parte inedite, delinea il quadro ambientale in cui maturarono gli eventi narrati dalla Aleramo confrontando costantemente la finzione romanzesca con la realtà storica e con le biografie delle persone adombrate nel romanzo.<br />Il risultato è una biografia collettiva che comprende, insieme alla giovane Rina-Sibilla, i familiari, gli amici, gli “antagonisti” e l’intero paese di Porto Civitanova.</p>
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		<title>Brodettogonia</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 20:31:13 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Storia, storie]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Novelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il personaggio centrale di questo libro è il brodetto di San Benedetto. Ma le vicende narrate non riguardano la cucina. Il brodetto viene raccontato come una metafora dell’identità e uno strumento della cultura del rimpianto attraverso cui, come dice Walter Benjamin, si forma lo sguardo del viagggiatore. In questo libro il viaggiatore-narratore è la voce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1559"></span>Il personaggio centrale di questo libro è il brodetto di San Benedetto. Ma le vicende narrate non riguardano la cucina. Il brodetto viene raccontato come una metafora dell’identità e uno strumento della cultura del rimpianto attraverso cui, come dice Walter Benjamin, si forma lo sguardo del viagggiatore. In questo libro il viaggiatore-narratore è la voce fuori campo che, attraverso personaggi e paesaggi molto diversi dell’Indo Pacifico, racconta storie nelle quali il paesaggio del porto di San Benedetto rimane, in ogni vicenda, il paesaggio di riferimento. <br />Il libro può essere considerato anche un saggio sulla nostalgia del viaggiatore e dell’emigrato. Il più umile dei saggi costruiti con il filo della narrazione, ma deciso a battere questa strada mista di scrittura.</p>
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		<title>La clessidra del tempo fermo</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 20:22:10 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Pasqualetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un delitto irrisolto. Un mistero indecifrabile. Un’inchiesta che ha il merito non ovvio di svolgersi in presa diretta sotto gli occhi del lettore. È lo scontroso e antiseduttivo avvocato Luciani a condurre la sua personale e meticolosa indagine, avendo cura di considerare ogni dettaglio. Il corpo di un amico rinvenuto morto nel proprio ufficio, due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1555"></span>Un delitto irrisolto. Un mistero indecifrabile. Un’inchiesta che ha il merito non ovvio di svolgersi in presa diretta sotto gli occhi del lettore. È lo scontroso e antiseduttivo avvocato Luciani a condurre la sua personale e meticolosa indagine, avendo cura di considerare ogni dettaglio. Il corpo di un amico rinvenuto morto nel proprio ufficio, due proiettili e un dipinto che raffigura una natività: sono questi i soli indizi a disposizione, in un romanzo dalla prosa esemplarmente nitida e capace di lasciarsi leggere tutta d’un fiato.<br />Ma a moltiplicare la suspense di ciò che soltanto in apparenza si mostra come un giallo, è l’abilità dell’autore di svelare e riuscire a dare conto, pagina dopo pagina, di una stratificata e originalissima sostanza, di cui fa parte il paesaggio delle Marche, con i suoi sapori e la sua antropologia. Non solo l’inchiesta, dunque, ma anche e soprattutto i conflitti di una generazione investita dalle trasformazioni economiche e sociali del centro Italia destinate, come qui accade, ad alterare in modo brutale i riti e i ritmi di una comunità normalmente ritenuta mite e pacificata. </p>
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		<title>Il sesso e la città</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 20:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[varie]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Rosselli]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai fatto caso che non esiste un uomo che non adori follemente Blade Runner e Apocalypse now? E vi siete mai chieste perché voi, invece, non li avete mai visti e non avete neppure intenzione di farlo? La risposta è che gli uomini appartengono a una specie diversa dalla nostra. Talvolta ci decidiamo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1549"></span>Avete mai fatto caso che non esiste un uomo che non adori follemente Blade Runner e Apocalypse now? E vi siete mai chieste perché voi, invece, non li avete mai visti e non avete neppure intenzione di farlo? La risposta è che gli uomini appartengono a una specie diversa dalla nostra. Talvolta ci decidiamo a partire per la crociata nella speranza di riuscire finalmente a inviare segnali e ricevere messaggi dal loro pianeta, ma puntualmente dobbiamo rassegnarci all’inevitabile conclusione: il loro mondo resta per noi inespugnabile. Come argomentava un famoso libro, gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere.<br />
Ora, non mi interessa creare qui nuovi stereotipi per sottolineare la rigidità schematica del cervello maschile rispetto alla flessibilità di quello femminile, ma è indubbio che i due mondi restano incomunicabili.<br />
Secondo Louann Brizendine, nel suo Il cervello delle donne, gli uomini usano solo 7.000 parole al giorno mentre le donne 20.000.<br />
Ciò significa che quando tornate a casa la sera lui ha già esaurito tutto il suo vocabolario, ma a voi restano ancora 13.000 parole. è frustrante, non trovate?</p>
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