quelgiorno

Quel giorno fatidico

€14,00

testo di Luana Trapè
foto di Mario Dondero

La rievocazione dei tragici fatti avvenuti nel giugno 1944 a Caldarette d’Ete nel Comune di Fermo è una narrazione fatta dall’interno della guerra, non dal di fuori di essa, perché racconta il dolore inaccettabile che la guerra, ogni guerra produce per il semplice fatto di essere guerra, per il fatto che in ogni guerra la partita della morte e della perdita eccede sempre sulla partita della vita e dell’utile ed è quindi sempre una soluzione a saldo negativo.
I generali e non pochi uomini politici, quelli che preferiscono guardare la guerra dall’esterno – di solito essi non si trovano all’interno della guerra, ove invece capitano gli uomini comuni che la guerra nemmeno l’hanno mai avuta in mente – non piangono i morti che il loro avventurismo bellico produce; si limitano a contarli come risorse perdute, o come il prezzo per sedere al tavolo del vincitore, o nel migliore dei casi come danni collaterali.
Le parole de testimoni su quel lontano eccidio sono state amorevolmente raccolte da Luana Trapè e tradotte in una narrazione  scenica che – al contrario – prova a umanizzare la guerra, cosa che però è possibile fare solo attraverso la rappresentazione del dolore, perché solo questo sentimento può albergare in un essere umano che conservi la sua umanità di fronte allo spettacolo di una qualsiasi guerra, un sentimento che sgorga dal suo animo anche davanti a un solo innocente ucciso. Potrebbero essere le stesse angosciate narrazioni di un superstite afghano che ha visto la sua famiglia incolpevole sterminata dallo spezzone di una bomba; o di un padre iracheno il cui figlio è perito davanti ai lanciafiamme al fosforo.
Che questo contributo dell’ANPI di Fermo possa servire a ravvivare un sano sentimento di ripulsa della guerra quale conviene ad una nazione che a tutt’oggi ricorda e onora quei suoi figli che dal 1943 al 1945 combatterono e morirono non perché volevano la guerra, ma per porre fine a una guerra sciaguratamente voluta e ancor più disumanamente condotta ai suoi peggiori estremi.
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Fermo

pagine 56
isbn 978-95449-02-9