copbellinazzisito
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Cur Deus Homo?

€60,00

«Tutti i grandi pensatori marxisti hanno sentito il fascino enorme che emanava dal discorso cristiano sull’eguaglianza e la disuguaglianza» sostiene Paolo Bellinazzi. «Non hanno afferrato, però, nella maggior parte dei casi, che Marx non vietava assolutamente di credere in Dio. Egli negava l’esistenza di un Dio materiale, di un feticcio naturale, esterno agli uomini, che agiva dualisticamente dal di fuori sui loro destini, un Dio naturale, che, come un idolo e come il denaro, “reificava” il mondo». Intento dell’opera è mettere in luce la relazione esistente tra la filosofia della storia di Hegel – ed i concetti di Dio e di religione, che ne costituivano i presupposti – e la filosofia della storia di Marx ed Engels. Il volume approfondisce il rapporto fra i tre filoni dottrinari, il marxismo, il materialismo dialettico e l’idealismo tedesco in materia di Dio e di cristianesimo, inteso come il cristianesimo luterano trasmesso ai posteri da Hegel e non, ad esempio, in veste di cristianesimo cattolico di Novalis, o di cristianesimo luterano di Kant, Schleiermacher e Schelling. Tale prospettiva affonda le radici nell’interpretazione proposta da un saggio di Giovanni Gentile del 1898, «La filosofia di Marx», l’unico che, a giudizio dell’autore, ha colto l’autentica natura del materialismo storico e dialettico nei suoi rapporti con Hegel. Altri riferimenti sono rappresentati dalle opere «Introduzione a Marx» di Giuseppe Bedeschi (Laterza, 1981), «Marx’s Dream. From Communism to Capitalism» (University of Chicago Press, 2018) di Tom Rockmore e «Marx idealista. Per una lettura eretica del marxismo» (Mimesis, 2018) di Diego Fusaro.

pagine 1636
isbn 978-88-7326-637-2